Arduo inserire nello stesso post un duo di rara devastazione come gli Ovo e una coppia di romantici menestrelli come i Deja. Ma non risulta possibile solo per la vicinanza temporale dei due concerti: venerdì scorso gli Ovo a Cas*Aupa e ieri sera i Deja al teatro di Gradisca. Per quanto abbia sempre ritenuto insufficiente un numero dei componenti di una band con voce inferiore a 5 e di necessaria importanza la presenza di basso e batteria, devo ammettere che esiste una progressiva linearità della proporzionalità tra la bravura dei componenti e la resa della performance anche in strutture orchestrali meno popolose come un duo. E in casi eccezionali la bravura dei musicisti, la scelta dei suoni, la scelta dell’arrangiamento disponibile in forma ridotta, possono determinare una proposta musicale di tutto spessore e interesse. Insomma i dui non sono da scartare dal panorama musicale, soprattutto se sono bravissimi e non cercano di evadere i confini delle possibilità umane ma si assestano su un limite degno di stupore. Per il resto i concerti degli Ovo e dei Deja rimangono vicini solo sul mio calendario.
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